- Vangeli dei giorni feriali -

COMMENTO AL VANGELO

 

SABATO DOPO LE CENERI (Lc 5,37-32)

 

In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi!”. Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. 
Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'era una folla di pubblicani e d'altra gente seduta con loro a tavola. 
I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: “Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?”. 
Gesù rispose: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi”.

 

“Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì”. Uscì, vide e disse. In questi tre verbi c’è tutto il piano pastorale di Gesù. Infatti non si può mai comprendere cos’è l’evangelizzazione se non imparando i verbi in uscita. Papa Francesco insiste sempre con una “Chiesa in uscita”, ma sovente noi o ci difendiamo dal venire fuori dalle nostre sagrestie e confini, oppure usciamo talmente tanto che della nostra identità non rimane nemmeno una briciola. Uscire significa fare come fa Gesù: non restare fermi pensando che il vangelo va annunciato solo in luoghi prestabiliti, ma comprendendo che bisogna sempre rischiare di andare a pescare fuori dalla pescheria, perché i veri pesci sono quelli che si trovano nel mare e non semplicemente quelli che troviamo sui banchi dei negozi. Fuori da metafore dovremmo dire che ci accontentiamo di chi già c’è senza pensare ai moltissimi altri che non ci sono. Il secondo verbo è il verbo vedere. Un’autentica evangelizzazione non è mai l’applicazione di idee stabilite a tavolino, ma il suo contrario: nasce da un autentico realismo di ciò che c’è, e non semplicemente dalla dichiarazione di ciò che sarebbe bello ci fosse. Molte nostre iniziative falliscono perché non tengono conto dei contesti concreti in cui la gente vive. Il terzo verbo è il verbo dire, è cioè il verbo della proposta. Il cristianesimo non è un modo di intrattenere la gente, non è la scusa per fare gite e feste, non è il pretesto di dispensare sacramenti a gente inconsapevole che fa le cose solo per tradizione, ma è provocare la libertà delle persone con una proposta che tocca la nostra responsabilità e non semplicemente il nostro tempo libero. Mi piace pensare che Levi si alzo subito perché quando incontri qualcosa di serio e radicale è difficile rimanere indifferenti: o ti alzi e segui, o ti alzi e te ne vai, ma certamente non rimani come se non fosse accaduto nulla. 

 

Don Luigi Maria Epicoco

 

VAI in CAPPELLINA HOME COMMENTO (Vangeli Feriali)

 

 

Come vivere questa parola?
Oggi il Vangelo ci mette dinanzi il caso di una conversione particolare, quella di Matteo il pubblicano. Gesù vede Matteo, lo guarda e lo chiama per nome. 
La chiamata è sempre personale. Il Signore guarda e conosce fino in fondo il cuore di ciascuno; invita per nome e lo fa proprio là dove ciascuno si trova, nella realtà della vita concreta, anche nelle situazioni di peccato. Dio in Gesù conosce per esperienza che cosa è l'uomo nei suoi limiti e nelle scintille di luce, di amore, di desiderio di altro. 
Matteo si sente toccato nel cuore dallo sguardo di Gesù e risponde immediatamente alla parola: "Seguimi!". Il suo mondo è capovolto: Matteo è riempito della gioia della salvezza, dell'amicizia con Gesù, Figlio di Dio e ne fa festa! Organizza un banchetto a casa sua e invita tutti gli amici a venire a incontrare Gesù.
È un immagine viva del banchetto delle nozze eterne che godremo alla risurrezione, ma che è già anticipata nell'Eucaristia quotidiana e settimanale.

 

oggi, nel mio rientro al cuore, rifletto sulla chiamata di Gesù alla conversione: a seguirlo più da vicino, a stare con lui.

 

Signore Gesù, tu sei sempre presente nell'Eucaristia. Apri i miei occhi e il mio cuore perché possa penetrare e far esperienza di questo stupendo mistero della fede e dell'amore.

 

La voce di un teologo di oggi
Gesù è colui che salva, è la medicina di vita per quelli che accettano l'invito di convertirsi, di mettersi dalla parte di Cristo - mangiano alla stessa mensa, mangiano lui!
Silvano Fausti

 

Casa di Preghiera San Biagio FMA 

 

VAI in CAPPELLINA HOME COMMENTO (Vangeli Feriali)