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Vangeli dei giorni feriali -
COMMENTO
AL VANGELO
6a
settimana TEMPO ORDINARIO (Mc
8,11-13)
In quel tempo, vennero i farisei e incominciarono a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli, con un profondo sospiro, disse: “Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione”. E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all'altra sponda.
Come vivere questa Parola?
“Operare dei segni” – è questo che avrebbe accreditato il Messia agli occhi del popolo, secondo la tradizione ebraica. Una prova richiedono i farisei a Gesù, un “lasciapassare” convincente per credergli. Eppure di segni l’evangelista Marco ne ha appena presentati più di uno: le guarigioni, la doppia moltiplicazione dei pani… Ma sono forse dei segni troppo elementari per chi aspira a denigrare il maestro di Nazareth. Gesù declina: nessun segno per questa generazione. Una negazione preceduta da un sospiro profondo: tristezza, rimpianto, ansia… certamente non un sospiro di sollievo. Gesù risale e parte, lasciandoli lì, ad attendere il segno…
Appartengo anche io a questa generazione che pretende dei segni eclatanti e guarda con sospetto ogni opera buona? Forse quello di Gesù era un sospiro di compassione, anche per me, l’espressione tacita di un forte desiderio affinché “il fariseo in me” si fermi, si ravveda e accolga il Figlio di Dio nella propria vita.
Guardati attorno oggi, respira profondamente: non permettere che il Signore passi all’altra riva, lascia che si fermi a casa tua e ti colmi di gioia!
Nel tuo silenzio accolgo il mistero venuto a vivere dentro di me. Sei tu che vieni, o forse è più vero che tu mi accogli in te, Gesù…
La voce di un poeta e scrittore
“Ogni mattina mi sveglio e vado a incontrare il mio respiro”. (Michelangelo
Cammarata)
Casa di preghiera San Biagio FMA - Subiaco
(Rm)
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COMMENTO
(Vangeli Feriali)
Come vivere questa parola?
I farisei chiedono a Gesù un segno dal cielo. Eppure egli aveva già operato molti miracoli sotto i loro occhi. Perché dunque una simile richiesta? "Per metterlo alla prova". Gesù rifiuta categoricamente di sottoporsi a verifiche e strumentalizzazioni. Con un profondo sospiro, manifesta invece l'intimo patire di Dio dinanzi all'orgoglio cieco ed ipocrita del fariseo d'ogni tempo che si oppone volontariamente alla luce mentre pretende con superba arroganza di essere detentore, in esclusiva, della verità.
Soffermiamoci su questo 'profondo sospiro' di Gesù, che il vangelo registra ancora una volta nel contesto della guarigione di un sordomuto: "Guardando verso il cielo, emise un sospiro e disse: "Effatà" (Mc 7,34). In questa vibrante tensione interiore c'è tutta la forza di un desiderio ardente: che ogni uomo non sia più sordo alla Sua Parola né altezzoso ma, consacrato nella verità, sia nuovo nel cuore e nella vita, viva fedelmente, e in comunione profonda con Lui.
Questo divino sospirare animi la fatica gioiosa dell'evangelizzazione e suggelli il bacio nuziale della nostra sosta contemplativa quotidiana.
Oggi, nel quieto silenzio dell'adorazione eucaristica, lasciamoci accarezzare dal soffio dello Spirito pregando:
Che io creda, Signore, nel segno di Giona: la tua risurrezione. Con rinnovato stupore, libero da aspirazioni effimere e consapevole d'essere tenebra che anela alla luce, mi espongo in novità di vita al bagliore sfolgorante del mistero pasquale: fammi nuovo nel cuore e nella vita.
La voce di un grande contemplativo del XX secolo
Credere in Cristo e nel suo Spirito Risorto è vivere in una dimensione differente, respirare un'aria differente, avere un ossigeno diverso, un sangue diverso, una realtà umana e fisica, mentale ed emotiva del tutto differente. Noi siamo delle nuove creature, rinate nel Cristo, rinate per opera dello Spirito Santo. Questo il grande miracolo. Questo il grande segno.
Padre Giovanni Vannucci
Casa di Preghiera San Biagio FMA
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(Vangeli Feriali)
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