- Vangeli dei giorni feriali -
COMMENTO AL VANGELO
2a settimana TEMPO ORDINARIO (Mc 2,23-28)
Avvenne che, in giorno di sabato, Gesù passava per i campi di grano, e i discepoli, camminando, cominciarono a strappare le spighe. I farisei gli dissero: “Vedi, perché essi fanno di sabato quel che non è permesso?”. Ma egli rispose loro: “Non avete mai letto che cosa fece Davide quando si trovò nel bisogno ed ebbe fame, lui e i suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio, sotto il sommo sacerdote Abiatar, e mangiò i pani dell'offerta, che soltanto ai sacerdoti è lecito mangiare, e ne diede anche ai suoi compagni?”. E diceva loro: “Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato”.
Come vivere questa Parola?
Il Figlio dell'Uomo è Signore del sabato, Gesù dimostra la sua libertà di fronte all’opinione dei farisei, in relazione all'azione dei suoi discepoli che coglievano e mangiavano le spighe di sabato e ricorda loro, l'azione simile che Davide fece con il pane dell’offerta. La sua libertà e la sua signoria sulle pratiche ebraiche, illuminano la vita della giovane martire che oggi ricordiamo. Una fanciulla di tredici anni, che, avendo scelto Dio, non esitò ad essere coerente con la sua fede e con una libertà e una signoria non comuni alla sua età, affrontò il martirio e fu padrona del suo corpo, della sua purezza, della sua castità. Sant'Agnese visse e capì che il suo corpo era fatto per servire il Signore e non per essere al servizio e al capriccio di un potente.
Dio onnipotente ed eterno, che scegli le creature miti e deboli per confondere quelle forti, concedi a noi, che celebriamo la nascita al cielo della tua martire sant’Agnese, di imitare la sua costanza nella fede. Amen
La voce di sant’Agnese
“Pura”, “casta”. Significa questo in greco il nome Agnese. Per gli storici è dunque più che altro un soprannome quello che identifica una delle martiri più venerate della Chiesa. Siamo nel 304, nel vortice di ferocia anticristiana innescato dall’imperatore Diocleziano (anche se qualche studioso colloca l’avvenimento durante la persecuzione di Valeriano anteriore di 40 anni). Di Agnese non si conosce nulla tranne la sua passione, le cui notizie, non sempre univoche, sono disseminate in vari documenti posteriori al martirio.
L’odio e la grazia
La tradizione racconta di un amore non corrisposto, quello del figlio del Prefetto di Roma per Agnese che, appena tredicenne, non intende legarsi al nobile. La giovane ha fatto voto di castità a Cristo e quando il Prefetto viene a saperlo scatta la rappresaglia: Agnese dovrà entrare nella cerchia delle vestali che rendono culto alla dea protettrice di Roma. La ragazza rifiuta e la vendetta si fa più crudele, passando dal tempio al postribolo, con l’esposizione della giovane tra le prostitute a Piazza Navona. I racconti agiografici dicono come Agnese, in virtù di una protezione superiore, riesca anche in quella situazione a custodire la propria illibatezza. Come un agnello L’odio contro di lei aumenta in una spirale crescente. La ragazza è condannata al rogo, ma le fiamme nemmeno riescono a sfiorarla e allora è un colpo di spada alla gola a spezzare la sua vita. L’iconografia rappresenta Agnese sempre con un agnello accanto perché la sua è la stessa sorte allora riservata ai piccoli ovini. E ogni 21 gennaio, festa liturgica della Santa, viene benedetta una coppia di agnelli allevati dalle suore della Sacra Famiglia di Nazareth. Con la loro lana, le suore confezionano i sacri palli che il Papa impone ai nuovi arcivescovi metropoliti il 29 giugno di ogni anno.
Casa di Preghiera San Biagio FMA - Subiaco (Rm)
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Come vivere questa Parola?
Per capire la carica innovativa di queste parole di Gesù, bisogna ricordare che il sabato, nell'Antico Testamento, era ritenuto qualcosa d'inviolabile. Il riposo del sabato, a immagine del riposo di Dio nel racconto della creazione in Genesi 1, era un assoluto. A tal punto che la legge mosaica prevedeva la morte per i violatori. Ed ecco che Gesù ne rivoluziona il senso: anche la legge del riposo sabbatico è in funzione dell'uomo, dato che l'uomo è stato posto da Dio al centro della creazione. "Tutto è vostro – dirà S.Paolo – (dunque anche il sabato!) ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio". È dentro questo tipo di ordine che l'uomo è chiamato a muoversi glorificando Dio e onorando anche i suoi fratelli e sorelle. È importante notare come Gesù sia contro ogni rigidezza, contro quel deteriorarsi della fedeltà ai "principi", in fanatismo, in ottusità cieca. Il Figlio di Dio si è fatto uomo per amore del Padre e dell'uomo. E ogni legge, ogni azione anche prescritta dalla legge deve confermarmi nel primato dell'amore per Dio e per ogni uomo. S.Paolo è chiarissimo: "Se anche dessi il mio corpo per essere bruciato ma non ho la carità, niente mi giova".
Oggi, nella mia pausa contemplativa, mi espongo alla gran luce di verità che è lo Spirito Santo presente nel mio cuore. Gli chiedo di vedere con chiarezza se in me ci sono rigidezze, attaccamenti eccessivi ai miei principi, formalismi e quell'emarginare il fratello, la sorella e le sue ragioni rispetto a quello che a me pare un assoluto a cui tener fede. L'unico assoluto – fammelo capire, Signore! – sei Tu ed è al primato della carità che devo obbedire sempre, innanzi a tutto.
La voce di un Padre della Chiesa
L'opera di Dio è l'opera di Cristo; il riposo di Dio è Cristo Dio; cosí che tutte le cose che sono di Dio, sono vere in Cristo, in modo che il Padre possa trovar riposo in esse.
Ilario di Poitiers
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