UN ANNO
CON DON BOSCO
28° Marzo

113) Chi è il Papa?
Il Papa è il successore di S. Pietro nella sede di Roma e nel « primato » ossia nell'apostolato ed episcopato «
universale»; quindi il capo visibile, Vicario di Gesù Cristo, capo invisibile, di tutta la Chiesa, la quale perciò si dice « Cattolica-Romana ».
(...)
348. - Successore di San Pietro.
Il Papa si dice successore di San Pietro, perchè l'autorità suprema deve durare nella Chiesa per tutti i secoli, ed essendo morto Pietro
doveva di necessità succedere, come di fatto succedette, un altro Papa nella medesima carica.
Di qui deriva la meravigliosa successione dei sommi Pontefici da San Pietro fino ai nostri giorni, che in ogni tempo governano la Chiesa insegnando la medesima dottrina, proponendo i medesimi dogmi. Di qui nasce la grande prerogativa della Chiesa Cattolica, che partendo dal
regnante Pio IX da un Pontefice all'altro rimonta fino a San Pietro, stabilito dallo stesso Gesù Cristo capo visibile della Chiesa. Al contrario tutte le altre società che si vantano cristiane possono solamente numerare i pastori fino ai loro fondatori, e non più in giù. Così i Calvinisti possono andare fino a Calvino, i Luterani fino a Lutero, i Valdesi fino a Pietro Valdo, e là finisce la serie dei loro pastori. La qual cosa contro agli Eretici è un terribile argomento, che dimostra come essi appartengono ad
una società, che non è la Chiesa di Gesù Cristo. Supremo
Pastore. Gesù Cristo nel Vangelo chiama la sua Chiesa ovile (Gio. x, 16) ; egli medesimo disse che è il buon Pastore
(Gio. x, 14) ; ed incaricò San Pietro di fare il supremo pastore nella Chiesa quando disse : Pasci le mie
pecore (Gio. xxr, 15). E poiché un pastore ha diritto di proporre o proibire alle sue pecore quei cibi che conosce utili o dannosi al bene delle medesime, così il Sommo Pontefice supremo pastore visibile, può stabilire quelle cose che egli conosce necessarie ed utili pel bene spirituale ed eterno delle pecore del suo gregge. Per la medesima ragione può proibire quei cibi, cioè quegli scritti, quelle
massime e quelle dottrine che egli giudica contrarie a questo bene spirituale ed eterno. Sommo
Pontefice. Dicesi Sommo Pontefice o Pontefice Massimo, perchè in fatto di religione egli copre la più sublime carica del mondo. Di fatti egli rimettendo o ritenendo i peccati può aprire o chiudere il Cielo, separare i perversi dalla comunione dei buoni; col tesoro della Chiesa, cioè
con le indulgenze, può rimettere la pena temporale dei peccati, giudicare e definire quale sia il vero senso della Bibbia, ecc. Santissimo o Beatissimo
Padre. Gli si dà questo nome non come vogliono i nemici di nostra religione quasi che noi volessimo adorare il Papa come se fosse Iddio, oppure venerarlo come se fosse riconosciuto santo.
No; questa non è dottrina cattolica. Noi cattolici chiamiamo il Papa Santissimo
o Beatissimo per la santità e la sublimità della carica di vicario di Gesù Cristo, per la santità delle cose che amministra ed anche per la virtù di cui il Papa deve essere adorno; giacché quando viene eletto si sceglie sempre colui, che fra i cardinali è riconosciuto maggiormente adorno di dottrina, virtù e santità. Papa. È questo il nome più comune con cui è quasi sempre stato qualificato il capo della Chiesa. Questo titolo è interpretato in. varie
maniere : padre della patria; padre dei padri; pastore dei pastori; padre dei poveri.
Perché il Papa è veramente il Padre spirituale di tutti i fedeli cristiani che sono in tutto il mondo. Anticamente il nome di Papa si dava anche ai vescovi ed ai primari preti; perchè anch'essi devono essere i veri padri dei popoli. Più tardi fu solamente attribuito al Vescovo di Roma.
Pontefice Romano. Il Papa è così chiamato perchè è Vescovo della Chiesa di Roma; e perchè la città di Roma che fu tanto tempo la
capitale del mondo, sembra essere stata dalla divina provvidenza stabilita capitale e centro della cristianità. San Zosimo Papa nell'anno
quattrocento diciotto s'intitolava Vescovo di Roma. San Leone I, Papa nel 450, s'intitolava vescovo della Chiesa cattolica che ha la sua sede nella città di Roma. È però bene notare che non è necessario che il Papa dimori a Roma per essere riconosciuto capo della Chiesa; perchè furono e
possono purtroppo di nuovo succedere tempi calamitosi in cui il Papa debba allontanarsi da Roma, come ha fatto Pio VII ai tempi di Napoleone, quando fu costretto di recarsi a Fontainebleau in Francia e come pure dovette fare Pio IX in questi ultimi tempi quando fuggì a Gaeta. Appena il Romano Pontefice è eletto e consacrato, ovunque egli dimori può
esercitare la sua autorità di vicario di Gesù Cristo, perchè l'autorità conferita da Gesù Cristo alla sua Chiesa non è limitata ad un luogo, ma è
conferita ai suoi vicari perchè la esercitino per tutto il mondo. Servo dei servi di
Dio. Il Papa dà a se stesso questo titolo per indicare che egli è disposto a tutto fare, a tutto patire per guadagnare anime a Cristo, che per la nostra salute morì sulla croce. (Bosco, Vita dei Papi).
(...)
354. - San Pietro venne a Roma.
In uno dei suoi viaggi, e precisamente nel tratto da Savona ad Albenga, Don Bosco
s'imbattè in un giovane avvocato, d'aspetto
bonario che prese calorosamente a difendere la causa dei protestanti, negando
la
venuta di San Pietro a Roma. Don Bosco lo lasciò dire un po', quindi interloquì cortesemente: — Signore, ella afferma di conoscere bene la questione ed io tengo opinioni contrarie alle sue. Vuol dunque obbiettare, o preferisce che le esponga senz'altro ciò che è secondo verità? Dica quel che più le piace! L'avvocato prese a fare obbiezioni, e Don Bosco le sciolse
tutte esponendo chiaramente il fatto della venuta di San Pietro a Roma,
recando le prove degli storici dei primi secoli del Cristianesimo, della costante tradizione sino ai giorni nostri, e dei monumenti che la
ricordano nell'eterna città, di modo che l'avvocato si diede francamente per vinto, e gentilmente in fine gli domandò come si chiamava. Ed egli: — Sono il sagrestano della chiesa di Maria Ausiliatrice di Torino! (M. B.
X, 362-363).
355. - Amore al Papa.
Nel 1845, dopo aver chiesto certe indulgenze alla Santa Sede, Don Bosco spiegò il motivo che lo aveva determinato a quella richiesta: « Non erano solo le indulgenze che mi stavano a cuore, ma soprattutto
anelavo incominciare a mettermi in relazione diretta con la Santa Sede Romana, godevo al pensiero che il mio povero nome sarebbe posto sotto gli occhi del Successore di San Pietro ed erede dei suoi poteri divini,
volevo avvicinarmi a lui in quel solo modo che allora mi era concesso ». E questa fede e questo affetto non si illanguidì mai nel suo cuore. Anche prima che fosse definita
l'infallibilità del Pontefice egli già la credeva fermamente e la difendeva. Venerava tutti i suoi atti, disposizioni, insegnamenti, anche quando non parlava ex cathedra; frequentemente ripeteva che la sua parola si deve sempre considerare come un comando paterno e consigliava i suoi giovani ad essergli obbedienti e a difenderlo sempre. Durante
quarant'anni della sua vita il Romano Pontefice nella persona di due Papi ebbe a passare per molte prove e tribolazioni, ed egli si adoperò sempre a scongiurarle o almeno, per quanto gli era
permesso, a lenirle, anche a costo di tirarsi addosso le vessazioni degli
avversari. E si sottopose a gravi umiliazioni per assecondare le viste e i desideri del Papa.
(M. B. II, 284-285).
(...)
FRASE BIBLICA. -
Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio.
UNA MASSIMA DI DON BOSCO.
- Qualunque fatica è poca quando si tratta della chiesa e del papato.
PREGHIERA DEL MESE. -
Venite, o Spirito d'intelletto, ed illuminate l'anima mia, affinchè io conosca e creda, come si conviene, i misteri della fede, conformi ad essi la mia vita con
riconoscenza ed amore, e finalmente giunga a contemplarli al lume della eterna luce arrivando alla perfetta cognizione di Voi, del Padre e del Figliuolo. Così sia. Pater
noster... (Da il Cattolico provveduto, 1868, don Bosco).
FIORETTO: - Fa una mortificazione nel bere e nel mangiare, dicendo: Gesù sulla croce, ed io nelle delizie?